Barca e figli: a Porto Istana si può!

29/06/2012

IN BARCA IN FAMIGLIA A PORTO ISTANA
Quattro domande a istruttori Levante con figli

Anna Torre:
1 figlia (7 anni)
istruttore dal 2008
inquadrato fino al 2010

Gian Marco De Maria:
2 figli (8 e 6 anni)
istruttore dal 1988
inquadrato fino al 2000

Marco Sciannimanico:
2 figli (5 e 3 anni)
istruttore dal 1996
inquadrato fino al 2007

Alessia Salerno:
due figli (7 e 5 anni)
istruttrice dal 1993
inquadrato fino al 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le domande

1)  Cosa pensi dell’idea dei Levante di invitarti a inquadrare in un corso, portando in base tuo figlio? 

2)  Ci sarà un tuo figlio iscritto a un corso, durante la tua permanenza? Non corre il rischio di un trattamento diverso dagli altri bambini che vengono senza genitori?

3) Se vieni senza iscrivere tuo figlio a un corso, sarà accompagnato da qualcuno che rimane a terra? Ci saranno problemi di “integrazione” con gli altri in base?

4)  Cosa ti aspetti da questa esperienza? Prevedi difficoltà organizzative o logistiche?

Sono istruttori Levante con famiglia e figli. In buona parte per questo nelle ultime stagioni hanno rallentato la loro presenza in base.
A tutti l’idea di tornare e di portare con sé i figli è piaciuta.
«Inquadrare in un corso mentre mio figlio ne frequenta un altro, dice Marco, dà la possibilità ad entrambi di fare qualcosa di interessante e di creare un filo conduttore tra due percorsi separati» e Anna, entusiasta dell’idea, fa subito un passo più in là: «A me piacerebbe proporla addirittura a mamme-non-istruttrici con figli: molte mamme portano i figli in vacanza senza il papà. Poterlo fare a Porto Istana sarebbe bello: mamma, bimbo 5 anni, bimbo 8 anni. Quello di 8 anni è iscritto a un corso. La mamma sta con il piccolo». Anche ad Alessia piace molto la proposta: «Tra l’altro il mio caso è particolare, perché viene l’intera famiglia. Anche Stefano, padre dei miei figli è istruttore: potremo inquadrare alternativamente tutti e due ed uno starà con il figlio più piccolo (gli mancano 2 anni all’età canonica). Mi piace inquadrare, cosa a cui tengo molto, e mi piace la possibilità di coinvolgere i miei figli in una realtà che spero sentiranno presto loro».
Gian Marco si spinge oltre, proponendo un’interpretazione di taglio… freudiano: «La risposta si porta dentro un pezzo della nostra vecchia vita. Credo che per molti di noi, dai tempi di San Clemente, i Levante abbiano significato, senza troppe metafore e lacrimucce, sia un porto che un mare in tempesta; anzi a volte, come direbbe uno dei vecchi istruttori, è stato anche centro di smistamento per casi umani». Ahi! Allora siamo alla nostalgia e alla giovinezza perduta? «Non credo e comunque vedremo: Porto Istana è un posto sconosciuto anche per me, da esplorare. Anche se, tra me e i miei figli, i veri esploratori adesso sono loro. Io, tutt’al più, posso essere solo quello che scrive un timido e minuto diario di bordo».
Anna non verrà: «Non voglio forzare mia figlia. In più mio marito non partecipa: non lo trascinerò mai nelle nostre vacanze famigliari in base. Quindi mi troverei nella situazione di “single” con figlia. Avevo anche pensato di portarmi amici in campeggio cui affidare la bimba (a Porto Pozzo l’ho fatto quando lei aveva 4 anni, per il corso di formazione istruttori: ma sinceramente il mare di Porto Pozzo non è una meraviglia). Porto Istana è invece tutta un’altra cosa! Ecco perché è importante prevedere una sorta di “ospiti” magari con tenda: allargherebbe il passa parola».
Anche Marco ritiene prematuro venire, e attende che siano più grandi: «Cercherei di spingere i miei figli a frequentare un corso e a vivere attivamente la base». Non lo spaventano problemi di integrazione, sebbene riconosca che «il rischio esiste, ma sta al genitore rendersene conto ed evitarlo: quando vedo i miei piccoli relazionarsi e giocare con i loro coetanei faccio volentieri un passo indietro. Conosco la professionalità degli istruttori Levante e il passo indietro non mi costerebbe: pur avendo insegnato ai Levante per oltre un decennio, cercherei di interferire il meno possibile con le esperienze dei miei figli».
Verrà invece Gian Marco e suo figlio frequenterà un corso Junior, come la figlia di Alessia. Entrambi non temono che la loro presenza in base costituirà un problema. «Stefano e io teniamo che Caterina impari e segua le regole che le verranno insegnate a prescindere dalla nostra presenza» dice Alessia«Avrà nuovi riferimenti, l’istruttore, il cambusiere, i compagni. E mi piace che ci veda come parte attiva di quel mondo, che sappia che ne condividiamo le regole». «D’altra parte»aggiunge Gian Marco «i figli passano molto tempo senza di noi, penso quindi che possa essere importante che si impari reciprocamente ad osservarsi quando si condivide una stessa esperienza. Mi sembra, tutt’al più, che questo “sguardo di ritorno” possa fare più paura ai genitori».
Anche Gian Marco verrà con la famiglia e il figlio più piccolo sarà affidato alla moglie che, dice, è una mamma molto disponibile, e «…spero innanzitutto che l’esperienza giovi a me! I figli sono ancora piccoli, mi auguro soprattutto che si divertano, non posso e non voglio aspettarmi subito grandi risposte».
Per Alessia «la base è molto bella e la situazione piena di stimoli interessanti. Il figlio che starà con il genitore che non inquadra imparerà i ritmi della base, a rispettare spazi e funzioni di corsi e corsisti e troverà altre cose che lo distraggano: il prato è pieno di insetti! E potremo comunque alimentare la sua curiosità verso la barca con qualche “assaggino”. Mi aspetto che ci si diverta tutti. Si tratterà di organizzarsi un po’ e di prendere le misure. Il rispetto di persone, ruoli e situazioni renderà le cose più facili. E per la Cate, mia figlia che fa il corso, sarò felice se non mi dirà che dall’anno prossimo preferisce giocare a tennis».
Una punta di nostalgia continua a non mancare in Gian Marco, che conclude: «Le difficoltà logistiche saranno inevitabili, con lo spostamento di sede; mi fa tuttavia molto piacere tornare proprio quest’anno perché nel corso del tempo sono sempre stato presente ai cambi di base. E poi nei traslochi si trova sempre qualcosa di cui non ci si ricordava più».

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