The Crossing – appunti di viaggio durante una traversata

13/01/2015
Piero Baroni, istruttore Centro Nautico di Levante, ha attraversato da poco l’Atlantico. Con ancora il sale nei capelli e l’oceano negli occhi, ci regala questo breve racconto.

10433937_10152894388659851_3364155611096087922_n[1]“Finalmente ce l’ho fatta! Un sogno che si avvera, dopo tanti anni e anche un rinvio: la traversata atlantica in barca a vela. “The Crossing”, come la chiamano gli inglesi. Ero infatti su barca britannica con crossing 2014 312equipaggio di lingua inglese. Si è trattato di un “delivery”, cioè un trasferimento di uno Swan 62 di 10 anni, Uxorious IV, dal Mediterraneo (Palma di Majorca) ai Caraibi (St. Lucia). In totale 5 settimane. La barca è molto bella, con tutti i comfort (generatore, freezer, aria condizionata, winch elettrici ecc.). E molto veloce: abbiamo superato i 17 nodi surfando con vento al lasco su raffiche di 27 nodi e due mani terzaroli!
crossing 2014 0725 membri di equipaggio da Majorca a Gran Canaria, a cui si è aggiunto un sesto a Gran Canaria. Lo Skipper, Cris, ha doppia nazionalità, Britannica e St Luciana. Nonostante i soli 33 anni di età, è st10897911_10153019627479851_7649554969166919705_n[2]ata la sua 13^ crossing (7 verso ovest e 6 verso Est). Irene sua moglie, cuoca di bordo e, per fortuna, Italiana (abbiamo mangiato benissimo). Loro sono equipaggio fisso di Uxorious. Poi Ben, istuttore di kite surf gallese; Ian, ingegnere di bordo della marina mercantile inglese in pensione; Veronica, studentessa americana. Infine il sottoscritto, “Levantino emiliano”.
Partenza da Palma il 28 Ottobre 2014, una smotorata al caldo di 2 giorni fino a Gibilterra, dove ci siamo fermati 1 giorno per ragioni “ammincrossing 2014 102istrative”. Poi meno di 5 giorni per arrivare a Gran Canaria, con un bel vento e branchi di Delfini che ci seguivano giorno e notte. Arrivo a Las Palmas crossing 2014 110alle 4 di mattina del 5 Novembre con 30 nodi di vento e acquazzoni (la peggiore situazione incontrata in tutto il viaggio).
Riposiamo a Las Palmas 1 settimana aspettando il tempo giusto (e alcuni ricambi che devono arrivarci via aerea). Finalmente il 12 Novembre (il mio compleanno) si parte! crossing 2014 346Sarà una bella cavalcata con venti portanti, andatura a farfalla con 1 o 2 mani terzaroli e fiocco tangonato. Turni: 1,5 ore al timone, 1, 5 ore in stand-by e 6 ore di riposo.crossing 2014 079 Facciamo una media di 250 miglia al giorno e percorriamo le 2700 miglia che separano le Canarie da St. Lucia in 14 giorni, durante i quali non incontriamo alcun essere umano.
Emozionante l’arrivo: mare formato, 25 nodi di vento, temporali in giro che però miracolosamente ci evitano, arcobaleni, surfate incredibili. crossing 2014 354Al tramonto siamo in banchina con un “comitato di accoglienza” che ci fa capire subito dove siamo: brindisi a base di rum…e sarà solo l’inizio!crossing 2014 300
E’ stata una esperienza molto intensa, a tratti faticosa, più psicologicamente che fisicamente, molto formativa soprattutto rispetto agli aspetti organizzativi (tutto è andato liscio, ma nulla era stato lasciato al caso!) e di navigazione! Cosa mi resta? La voglia di riprovarci, magari la prossima volta come skipper, e magari con una barca mia (a volte i sogni si avverano, no?!).
Ciao a tutti!”
Pierocrossing 2014 349
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Si parla di noi su La Nuova Venezia

22/04/2014

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Barca e figli: a Porto Istana si può!

29/06/2012

IN BARCA IN FAMIGLIA A PORTO ISTANA
Quattro domande a istruttori Levante con figli

Anna Torre:
1 figlia (7 anni)
istruttore dal 2008
inquadrato fino al 2010

Gian Marco De Maria:
2 figli (8 e 6 anni)
istruttore dal 1988
inquadrato fino al 2000

Marco Sciannimanico:
2 figli (5 e 3 anni)
istruttore dal 1996
inquadrato fino al 2007

Alessia Salerno:
due figli (7 e 5 anni)
istruttrice dal 1993
inquadrato fino al 2008

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le domande

1)  Cosa pensi dell’idea dei Levante di invitarti a inquadrare in un corso, portando in base tuo figlio? 

2)  Ci sarà un tuo figlio iscritto a un corso, durante la tua permanenza? Non corre il rischio di un trattamento diverso dagli altri bambini che vengono senza genitori?

3) Se vieni senza iscrivere tuo figlio a un corso, sarà accompagnato da qualcuno che rimane a terra? Ci saranno problemi di “integrazione” con gli altri in base?

4)  Cosa ti aspetti da questa esperienza? Prevedi difficoltà organizzative o logistiche?

Sono istruttori Levante con famiglia e figli. In buona parte per questo nelle ultime stagioni hanno rallentato la loro presenza in base.
A tutti l’idea di tornare e di portare con sé i figli è piaciuta.
«Inquadrare in un corso mentre mio figlio ne frequenta un altro, dice Marco, dà la possibilità ad entrambi di fare qualcosa di interessante e di creare un filo conduttore tra due percorsi separati» e Anna, entusiasta dell’idea, fa subito un passo più in là: «A me piacerebbe proporla addirittura a mamme-non-istruttrici con figli: molte mamme portano i figli in vacanza senza il papà. Poterlo fare a Porto Istana sarebbe bello: mamma, bimbo 5 anni, bimbo 8 anni. Quello di 8 anni è iscritto a un corso. La mamma sta con il piccolo». Anche ad Alessia piace molto la proposta: «Tra l’altro il mio caso è particolare, perché viene l’intera famiglia. Anche Stefano, padre dei miei figli è istruttore: potremo inquadrare alternativamente tutti e due ed uno starà con il figlio più piccolo (gli mancano 2 anni all’età canonica). Mi piace inquadrare, cosa a cui tengo molto, e mi piace la possibilità di coinvolgere i miei figli in una realtà che spero sentiranno presto loro».
Gian Marco si spinge oltre, proponendo un’interpretazione di taglio… freudiano: «La risposta si porta dentro un pezzo della nostra vecchia vita. Credo che per molti di noi, dai tempi di San Clemente, i Levante abbiano significato, senza troppe metafore e lacrimucce, sia un porto che un mare in tempesta; anzi a volte, come direbbe uno dei vecchi istruttori, è stato anche centro di smistamento per casi umani». Ahi! Allora siamo alla nostalgia e alla giovinezza perduta? «Non credo e comunque vedremo: Porto Istana è un posto sconosciuto anche per me, da esplorare. Anche se, tra me e i miei figli, i veri esploratori adesso sono loro. Io, tutt’al più, posso essere solo quello che scrive un timido e minuto diario di bordo».
Anna non verrà: «Non voglio forzare mia figlia. In più mio marito non partecipa: non lo trascinerò mai nelle nostre vacanze famigliari in base. Quindi mi troverei nella situazione di “single” con figlia. Avevo anche pensato di portarmi amici in campeggio cui affidare la bimba (a Porto Pozzo l’ho fatto quando lei aveva 4 anni, per il corso di formazione istruttori: ma sinceramente il mare di Porto Pozzo non è una meraviglia). Porto Istana è invece tutta un’altra cosa! Ecco perché è importante prevedere una sorta di “ospiti” magari con tenda: allargherebbe il passa parola».
Anche Marco ritiene prematuro venire, e attende che siano più grandi: «Cercherei di spingere i miei figli a frequentare un corso e a vivere attivamente la base». Non lo spaventano problemi di integrazione, sebbene riconosca che «il rischio esiste, ma sta al genitore rendersene conto ed evitarlo: quando vedo i miei piccoli relazionarsi e giocare con i loro coetanei faccio volentieri un passo indietro. Conosco la professionalità degli istruttori Levante e il passo indietro non mi costerebbe: pur avendo insegnato ai Levante per oltre un decennio, cercherei di interferire il meno possibile con le esperienze dei miei figli».
Verrà invece Gian Marco e suo figlio frequenterà un corso Junior, come la figlia di Alessia. Entrambi non temono che la loro presenza in base costituirà un problema. «Stefano e io teniamo che Caterina impari e segua le regole che le verranno insegnate a prescindere dalla nostra presenza» dice Alessia«Avrà nuovi riferimenti, l’istruttore, il cambusiere, i compagni. E mi piace che ci veda come parte attiva di quel mondo, che sappia che ne condividiamo le regole». «D’altra parte»aggiunge Gian Marco «i figli passano molto tempo senza di noi, penso quindi che possa essere importante che si impari reciprocamente ad osservarsi quando si condivide una stessa esperienza. Mi sembra, tutt’al più, che questo “sguardo di ritorno” possa fare più paura ai genitori».
Anche Gian Marco verrà con la famiglia e il figlio più piccolo sarà affidato alla moglie che, dice, è una mamma molto disponibile, e «…spero innanzitutto che l’esperienza giovi a me! I figli sono ancora piccoli, mi auguro soprattutto che si divertano, non posso e non voglio aspettarmi subito grandi risposte».
Per Alessia «la base è molto bella e la situazione piena di stimoli interessanti. Il figlio che starà con il genitore che non inquadra imparerà i ritmi della base, a rispettare spazi e funzioni di corsi e corsisti e troverà altre cose che lo distraggano: il prato è pieno di insetti! E potremo comunque alimentare la sua curiosità verso la barca con qualche “assaggino”. Mi aspetto che ci si diverta tutti. Si tratterà di organizzarsi un po’ e di prendere le misure. Il rispetto di persone, ruoli e situazioni renderà le cose più facili. E per la Cate, mia figlia che fa il corso, sarò felice se non mi dirà che dall’anno prossimo preferisce giocare a tennis».
Una punta di nostalgia continua a non mancare in Gian Marco, che conclude: «Le difficoltà logistiche saranno inevitabili, con lo spostamento di sede; mi fa tuttavia molto piacere tornare proprio quest’anno perché nel corso del tempo sono sempre stato presente ai cambi di base. E poi nei traslochi si trova sempre qualcosa di cui non ci si ricordava più».


La scuola media Goltieri di Asti inaugura la nuova base: i commenti del Capocorso e del Preside

11/06/2012

Ci siamo: la base di Porto Istana è ufficialmente aperta.
Non c’è stata la cerimonia del taglio inaugurale del nastro, non c’era né banda né fanfara, mancava anche il nostro presidente (peraltro rimasto lì fino al giorno prima ad aiutare affinchè tutto fosse pronto), ma c’erano le persone davvero più importanti: gli allievi della scuola media di Goltieri, con professori e preside in testa. Sono stati loro a inaugurare in un colpo solo la base e la stagione dei corsi di vela.

Stark con allievi Goltieri e Simone Maffi, istruttore Levante


Il Capo corso Roberto Ruggerici ha inviato il seguente commento.
«Sono orgoglioso che il caso abbia fatto sì che sia stato io ad essere il primo capo-corso della nuova base. Cosa posso dire? Bellissima settimana sugli Stark con i simpaticissimi allievi della scuola Goltieri di Asti. Tutto è andato bene, nemmeno un graffio e tutti, istruttori compresi ovviamente, ci siamo divertiti. Ottimo quello che sarà il perimetro di navigazione per derive e kat. Quanto ai cabinati c’è ancora molto da scoprire, un paio di spiaggette paradisiache per fare il bagno ci sono e noi le abbiamo già “battezzate” , ora sono lì che vi aspettano, invito chi mi legge, allievi ed istruttori, ad andarci. Ne vale proprio la pena !
Ventitrè anni di militanza levantina non sono poca cosa! Di gente ne ho vista passare non so quanta; di basi ne ho viste succedersi tre (Torre Guaceto, Porto Pozzo e da ultimo Porto Istana).
La nuova base mi ha colpito per le tante analogie che presenta con Torre Guaceto – la prima base – in un contesto paesaggistico che ricorda molto, in meglio, la seconda, Porto Pozzo.
Porto Istana risulta pertanto essere l’ideale fusione tra un contesto di terra ed un ambiente marino che hanno come comune denominatore l’incontaminazione.
La base è decisamente bella, i lavori, ben eseguiti con soluzioni tecniche eco-sostenibili, lasciano intendere che questo luogo, ricco di potenzialità, non sarà solo un passaggio, ma potrà rappresentare addirittura una svolta, se saremo capaci di gestirlo nel migliore dei modi. I presupposti mi pare ci siano tutti».

I ragazzi della scuola hanno tenuto un simpatico BLOG  che fa un ampio resoconto della loro settimana azzurra.

Di particolare interesse una dichiarazione del preside, prof. Alberto Bianchino, pubblicata dai ragazzi. Il preside, oltre a essere persona autorevole per il ruolo che ricopre, è uomo di specifica competenza, in quanto laureato in Scienze forestali. E’ per questi due aspetti che ci sembra interessante riportare la sua dichiarazione, che si sofferma in particolare sul raffronto Porto Pozzo-Porto Istana.

Spiaggetta a Porto Istana, la natura incontaminata

«Porto Pozzo era molto interessante dal punto di vista paesaggistico, collocato tra zone paludose e peschiere con all’orizzonte la spiaggia di Liscia raggiungibile con un’escursione di mezza giornata a piedi. Il posto era sicuramente affascinante, ma Porto Istana offre di più: la chiusura dell’orizzonte marino dato dalla Tavolara e dall’isola piana, la punta di Capo Ceraso con una vegetazione selvaggia, ricca e profumata dal vento.
La base con le varie costruzioni in muratura annegate nel verde che sarà sempre più curato e fiorito, la terrazza della biblioteca, la possibilità di salire con pochi passi in cima alla collina e poi scendere costeggiando il monte Maladroni fino alla spiaggia selvaggia di porto Legnarolo, venti minuti dalla base a piedi, aggiungono fascino alla nuova collocazione.
Il perimetro di navigazione, più completo di Porto Pozzo, permetterà alla base e ai Levante di continuare a crescere.
Suggerisco la costruzione di un itinerario botanico all’interno della base, con il supporto di studenti e l’aiuto di internet per una fruizione e conoscenza anche da parte degli adulti, vista la ricchezza e la tipicità della vegetazione.
I ragazzihanno apprezzato le spiagge, il campo da calcetto, la tipologia dei natanti e l’insegnamento ricevuto dagli istruttori, oltre alla cucina e alla sistemazione nelle camerate riparate da eventuali intemperie – il tutto in un contesto assolutamente ecosostenibile – e già al ritorno sul traghetto hanno manifestato il desiderio di rinnovare l’esperienza al più presto!»

A commento del suggerimento possiamo solo dire… già fatto: nel senso che sono già previsti interventi di esperti educatori ambientali durante i corsi Junior e settimane di vela e scoperta dell’ambiente naturale anche per adulti, nel prossimo autunno.


AREA MARINA PROTETTA di TAVOLARA, luogo di conservazione della biodiversità: dove navigare significa rispetto per l’ambiente a 360°

31/05/2012

Ci sono cose che magari sappiamo, o intuiamo, perché in fondo non sono appannaggio di grandi scienziati, ma che nella quotidianità tendiamo a relegare nel dimenticatoio.

Posidonia

Per esempio, bisogna andare a pescare nella memoria di qualche servizio naturalistico in tv per ricordarci che la posidonia non è un’alga (vedi foto), che le sue praterie producono salutare ossigeno (qualcuno ricorderà quando nell’Adriatico pompavano aria ossigenata per bonificare dalla mucillagine), che proteggono le coste da fenomeni di erosione e danno rifugio e nutrimento a circa mille specie animali…
Se andate a Porto Istana, tutto questo e molto altro lo riscoprite grazie agli agili pieghevoli dell’ente gestore dell’Area Marina Protetta (AMP) Tavolara e Capo Coda Cavallo.
La base dei Levante è dentro l’AMP, nella zona C  (vedi foto) che, delle tre: A, B e C, è la più vasta e con restrizioni meno rigide. Tuttavia con la posidonia farete i conti, perché la salvaguardia di queste praterie è uno dei punti fissi di tutta l’area. Sulle praterie è richiesto di non ancorare, per non correre il rischio di danneggiare l’intreccio delle loro radici. Che poi un marinaio ben sappia come anche la miglior àncora sulle posidonie non tenga, è cosa nostra, che ci diciamo tra noi… Come ci diciamo che sulla roccia è tanto peggio, perché lì corriamo il rischio addirittura di perderla. Non ci diciamo, invece, ma è un nostro limite e a Istana dovremo superarlo, che anche la roccia è un elemento prezioso da salvaguardare, perché ricettacolo di una microfauna (coralli, madrepore, ecc) che garantisce l’equilibrio della biodiversità.

cartina Area Marina Protetta di Tavolara

Se metteremo bene a fuoco, facendo snorkeling, la vedremo, questa ricchissima e inaspettata vita: a due bracciate dalla riva e ancora meglio nella fascia di mare in zona B che si estende verso est a partire da poco più in là di dove siamo noi. E tutto questo ci fa comprendere perché l’acqua di quella zona e di quelle baiette sia così trasparente e dai riflessi incantati…
Per chi è abituato a usare il litorale in maniera consumistica o, peggio, a sfruttarlo con insensati insediamenti residenziali, le “regole” di un’area marina protetta sono vincoli da combattere. Per noi, invece, sono la garanzia di una vacanza unica, di un luogo da godere nella sua bellezza naturale e non contaminata. E’ per questo che i Levante abbracciano queste regole e anzi, si impegnano a collaborare con l’Ente gestore per diffonderle. Dice l’Ente: ” Gli importanti valori naturalistici, arricchiti da un paesaggio spettacolare rendono questa area di rilevanza internazionale per la conservazione e per questo sono necessarie azioni di tutela guidate da una nuova filosofia che affianca alla cura e alla difesa del territorio, l’idea di una fruizione sostenibile nel lungo periodo. In quest’ottica il Consorzio di Gestione ha previsto, contestualmente alle attività di monitoraggio e ricerca scientifica, azioni con importanti risvolti di comunicazione ed educazione rivolti ai potenziali fruitori. L’ A.M.P. si propone come un interlocutore privilegiato sia della comunità locale sia per i numerosi visitatori, nella consapevolezza che solo se la responsabilità condivisa e la costruzione di scenari di gestione e tutela del territorio veramente partecipati, potranno avere una ricaduta duratura”.
Ci sono altri esempi di come questa tutela si applica in una vita di comunità: il primo, e ne abbiamo già parlato in un precedente articolo, è la raccolta differenziata dei rifiuti, come azione terminale di un nuovo approccio al problema: prima di raccogliere, bisogna ridurre la produzione. Ed ecco che nella nostra base l’uso dei contenitori di plastica e il consumo incontrollato dell’acqua saranno ridotti al minimo indispensabile. La filosofia dell’ AMP si sposa perfettamente con lo stile di vita di un marinaio: in barca non ci sono docce da fare tutto il tempo e tanto meno inceneritori… Ci si lava con l’acqua di mare e con il sapone biodegradabile adatto e si cura che i rifiuti siano contenuti. Da sempre consideriamo che la base CNL è il primo allenamento per affrontare la vita in mare, in sostanza una grande barca.
Ed ecco altre azioni, sempre in sé minimali, ma di grande significato. Le dune, per esempio. Le radici delle piante della duna, anche le più piccole, sono molto lunghe e servono a trattenere la sabbia: calpestarle o peggio sradicarle vuol dire contribuire al loro disfacimento. Oppure i mozziconi di sigaretta, che “nascosti” sotto la sabbia, al momento non si vedono, ma hanno bisogno di numerosi anni per degradarsi (per non parlare dei sacchi di plastica e di tutti i prodotti di derivazione petrolifera). Per non parlare delle aree di terra ferma, dove nidifica una fauna unica e indifesa: avvicinarsi alle zone di riproduzione delle specie animali costituisce un grave motivo di disturbo e dobbiamo evitare di farlo.
La mancanza di attenzione a questi gesti quotidiani, moltiplicata per tutti i singoli utenti del litorale, danneggia irreparabilmente le caratteristiche naturali per le quali noi apprezziamo il sito, modifica o inquina un habitat in cui l’obbiettivo della conservazione della biodiversità è lo scopo primario. Impoverisce quella ricchezza naturale proprio per la quale noi oggi diciamo che navighiamo in un…”paradiso”.

E, tanto per passare dalle parole ai fatti, quest’anno l’AMP collaborerà con noi in INTERVENTI FORMATIVI SULLO STAFF che segue i Junior, oltre a proporci interventi diretti sia con i ragazzi che con gli adulti. Non solo: a cominciare da settembre sarà possibile sperimentare corsi di vela integrati da attività legate alla scoperta e conoscenza naturalistica del sito (snorkeling, diving, trekking), in collaborazione con l’AMP e altri operatori da essa accreditati.


DRINK&SAIL – Aperitivo Levante – 5 città, un unico evento, un’unica data

15/05/2012


Solo donne a fare la CAMBUSIERA?

10/05/2012

Ritorna un ruolo storico importantissimo nella vita dei corsi

La cambusiera, un ruolo unicamente femminile ai Levante? Ma come… Istruttori maschi e cambusiere femmine: da noi si fanno ancora distinzioni di genere? Che delusione!

No, non è una scelta voluta, tant’è che ci sono cambusieri maschi, anche se per ora in minoranza.
E’ un’eredità che ci viene dai Glénans e che noi abbiamo travasato praticamente pari-pari.

L’idea è che ci sia una persona, già pratica del funzionamento della base (quindi con una minima “anzianità” di corso) che gestisca la cambusa e coordini la comandata.>

Per dire, in Francia la chiamano maitresse de maison (intraducibile: capo-casa?), ma anche, dopo il femminismo, maître de logis , tanto per mettere i generi alla pari. Noi ne abbiamo arricchito la funzione, dato che il compito più importante è di gestire, oltre a “quel che c’è”, soprattutto “quel che ci deve essere” nella cambusa. Di fatto, poiché anche qui si tratta di un lavoro volontario, si sono rese disponibili più donne che uomini, forse perché queste hanno una maggiore competenza personale specifica.
Fare il cambusiere non è facile e non ci si improvvisa, per questo il Centro Nautico di Levante richiede che venga seguito un breve corso di formazione e prevede in cambio del servizio che per circa mezza giornata si possa continuare a navigare.

in sintesi, chi è il CAMBUSIERE LEVANTE?

  • conosce il nostro stile di vita (ha una minima “anzianità” di corso)
  • gestisce la cambusa, coordina e controlla la comandata, collabora con lo staff.
  • è inquadrato come “istruttore a terra”, matura bonus e rimborsi
  • è occupato per circa mezza giornata, e per il resto può continuare ad andare in barca.

Il ruolo costituisce un’importante interfaccia tra gli istruttori e lo staff della base, in particolare il cuoco e il cambusiere centrale (che da noi viene da sempre appellato supercambusiere) ed è inquadrato come “istruttore a terra”, tant’è che partecipa alle riunioni organizzative con gli istruttori del corso e contribuisce alla valutazione finale degli allievi, fornendo utili elementi sull’attitudine di ciascuno alla vita in collettività e alla disponibilità al servizio.
Se ragioniamo con il metro tanto in voga oggi della “visibilità”, beh, il cambusiere, maschio o femmina che sia, fa piuttosto un lavoro dietro le quinte, meno appariscente e quindi, se volete, meno immediatamente gratificante.
Ma l’esperienza di moltissime persone passate per anni da questo ruolo è stata importante sia per la loro crescita personale che come primo gradino del percorso formativo che le ha portate a diventare istruttori.
A Porto Istana i Levante ancora una volta si rinnovano (…pur nel solco della tradizione, come usa e abusa dire altrove). La vita a terra sarà molto più convergente sulla base, non disporremo del bar del campeggio, né della “balera”, avremo un modo più attento di produrre e smaltire rifiuti, l’acqua dolce dovrà essere usata con parsimonia.

Tutti elementi che troveranno un punto d’incrocio nel cambusiere che tornerà ad essere, quindi, uno snodo centrale nella loro gestione.