DRINK&SAIL – Aperitivo Levante – 5 città, un unico evento, un’unica data

15/05/2012


Solo donne a fare la CAMBUSIERA?

10/05/2012

Ritorna un ruolo storico importantissimo nella vita dei corsi

La cambusiera, un ruolo unicamente femminile ai Levante? Ma come… Istruttori maschi e cambusiere femmine: da noi si fanno ancora distinzioni di genere? Che delusione!

No, non è una scelta voluta, tant’è che ci sono cambusieri maschi, anche se per ora in minoranza.
E’ un’eredità che ci viene dai Glénans e che noi abbiamo travasato praticamente pari-pari.

L’idea è che ci sia una persona, già pratica del funzionamento della base (quindi con una minima “anzianità” di corso) che gestisca la cambusa e coordini la comandata.>

Per dire, in Francia la chiamano maitresse de maison (intraducibile: capo-casa?), ma anche, dopo il femminismo, maître de logis , tanto per mettere i generi alla pari. Noi ne abbiamo arricchito la funzione, dato che il compito più importante è di gestire, oltre a “quel che c’è”, soprattutto “quel che ci deve essere” nella cambusa. Di fatto, poiché anche qui si tratta di un lavoro volontario, si sono rese disponibili più donne che uomini, forse perché queste hanno una maggiore competenza personale specifica.
Fare il cambusiere non è facile e non ci si improvvisa, per questo il Centro Nautico di Levante richiede che venga seguito un breve corso di formazione e prevede in cambio del servizio che per circa mezza giornata si possa continuare a navigare.

in sintesi, chi è il CAMBUSIERE LEVANTE?

  • conosce il nostro stile di vita (ha una minima “anzianità” di corso)
  • gestisce la cambusa, coordina e controlla la comandata, collabora con lo staff.
  • è inquadrato come “istruttore a terra”, matura bonus e rimborsi
  • è occupato per circa mezza giornata, e per il resto può continuare ad andare in barca.

Il ruolo costituisce un’importante interfaccia tra gli istruttori e lo staff della base, in particolare il cuoco e il cambusiere centrale (che da noi viene da sempre appellato supercambusiere) ed è inquadrato come “istruttore a terra”, tant’è che partecipa alle riunioni organizzative con gli istruttori del corso e contribuisce alla valutazione finale degli allievi, fornendo utili elementi sull’attitudine di ciascuno alla vita in collettività e alla disponibilità al servizio.
Se ragioniamo con il metro tanto in voga oggi della “visibilità”, beh, il cambusiere, maschio o femmina che sia, fa piuttosto un lavoro dietro le quinte, meno appariscente e quindi, se volete, meno immediatamente gratificante.
Ma l’esperienza di moltissime persone passate per anni da questo ruolo è stata importante sia per la loro crescita personale che come primo gradino del percorso formativo che le ha portate a diventare istruttori.
A Porto Istana i Levante ancora una volta si rinnovano (…pur nel solco della tradizione, come usa e abusa dire altrove). La vita a terra sarà molto più convergente sulla base, non disporremo del bar del campeggio, né della “balera”, avremo un modo più attento di produrre e smaltire rifiuti, l’acqua dolce dovrà essere usata con parsimonia.

Tutti elementi che troveranno un punto d’incrocio nel cambusiere che tornerà ad essere, quindi, uno snodo centrale nella loro gestione.


A Porto Istana UN PERIMETRO DA SCOPRIRE per corsi di ogni livello sui cabinati

07/05/2012


La carta nautica parla chiaro: o sapete navigare in acque ristrette, oppure meglio non prendersi il rischio. Quale migliore occasione, quindi, di imparare in una “situazione di scuola”?
Se a Porto Pozzo tiravi magari un bordo unico fino a Spargi, magari aggrappato alla falchetta per reggere lo sbandamento e poi tornavi, magari con un altro bordo dritto-dritto di spi, qui a Porto Istana niente di tutto questo.
E’ scuola, ragazzi: lo farete una sola volta nella vita, ma potrete dire di averlo fatto. Se non volete andare a scogli dovete imparare a leggere i minimi particolari della carta nautica. Dovete imparare a seguire una rotta precisa senza tanta bussola: a occhio. Ma attenzione qui a occhio non vuol dire “circa”, “pressappoco”, vuol dire aver occhio su un allineamento: una meda e la caduta di un’isola, uno scoglio e un punto cospicuo (ci sarà qualche vecchio istruttore ancora depositario della tecnica della cimetta?). E poi, per complicare le cose, gli allineamenti diventeranno due, come i triangoli che tengono le palle da biliardo. A dritta un allineamento: oltre quello si tocca; a sinistra un altro allineamento, anch’esso al limite. E voi che dovete tirar bordi dentro questo triangolo, perché la meta è il suo vertice. Volete aumentare la complicazione? Bene, mettetevi in poppa, tirate fuori lo spi e fate slalom tra scogli e isole, magari aiutandovi con un altro triangolo: un allineamento in prua e l’altro in poppa (eh sì: ci si gira indietro a traguardare l’allineamento, però senza perdere lo spi, altrimenti dov’è il bello dell’esercizio?).
Tutto questo ci dice la carta nautica. Ci offre la potenzialità di opzioni didattiche diversificate e progressive, che possono completare le esperienze necessarie a formare un membro di equipaggio. Non a caso qui usiamo il termine membro di equipaggio al posto di velista. Su una deriva, su un catamarano si possono raggiungere i massimi vertici, essere quindi degli ottimi velisti (o ottimi surfisti con il wind-surf). Il membro di equipaggio, sottinteso di crociera, aggiunge all’esperienza del velista un ulteriore bagaglio di conoscenze e pratiche che gli permettono di andar per mare nella massima sicurezza. In una parola: di navigare. Il navigare è nell’esperienza storica, nel dna del Centro Nautico di Levante (per esempio: vent’anni fa c’erano barche di 7 metri, senza motore –navigavano in flotta e una sola aveva un f.b., che andavano su e giù per l’Istria e Dalmazia, oppure c’era un 8,30 che si faceva bellamente la Grecia delle Cicladi, nei mesi di meltemi). Un dna costruito su un corso-base: allora come oggi chiamato Scuola di mare.

Porto Istana offre ai cabinati un perimetro ideale per i corsi di Scuola di mare e Precrociera, e unisce alle caratteristiche sopra accennate l’abbondanza di ridossi, anche a nord di Olbia, verso Golfo Aranci, che permetterà la navigazione con qualsiasi tempo e la sperimentazione del nuovo corso avventura “Stark explorer”: uscite di due giorni o più sugli stark, con pernottamento a bordo (4 cuccette) o in campeggio nautico (lo stark pesca 90 cm.) alla scoperta delle baiette più isolate e delle spiagge meno frequentate dal turismo di massa.

Elan 31 e crociereSe poi zoomiamo indietro sulla carta nautica, scopriamo tutta la costa orientale della Sardegna che, meno intasata dal turismo nautico d’élite, offre spunti interessanti anche per i corsi Crociera sugli Elan. Chi volesse misurarsi con le Bocche, le ha a mezza giornata di navigazione. Ma se il meteo dice due giorni di maestralata forte, lungo la costa orientale in poco più di 24 ore di navigazione puoi arrivare a Capo Carbonara (Villasimius) tutto di spi, pronto per essere, d’un balzo, a comprare pesce fresco al famoso mercato di Cagliari (absit iniuria verbis: a visitare la famosa Cittadella dei musei… che, scherzi a parte, davvero merita una sosta).


Bentornato VELADAMATTI e benvenuto PORTO ISTANA

24/04/2012
PORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNAPORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNAPORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNAPORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNAPORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNAPORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNA
PORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNAPORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNAPORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNAPORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNAPORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNAPORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNA
PORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNAPORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNAPORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNAPORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNAPORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNAPORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNA
PORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNAPORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNAPORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNAPORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNAPORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNAPORTO ISTANA - NUOVA BASE IN SARDEGNA

LA NUOVA BASE – Porto Istana, un set su Flickr.

Ciao Levantini!

con l’arrivo della bella stagione torna in attività anche il blog Veladamatti. L’inverno è stato denso di decisioni e di scelte importanti per la nostra associazione.

È il caso di fare un veloce riassunto di quello che è successo nell’ultimo anno.

Nel pieno della scorsa stagione estiva abbiamo avuto notizia che il Camping Arcobaleno di Porto Pozzo, che ospitava da 12 anni la nostra base nautica, chiudeva l’attività per mancanza di autorizzazione amministrativa. La notizia, inaspettata, ci ha fatto fortemente temere per il nostro futuro, visto il poco tempo a disposizione e la difficoltà oggettiva di trovare una nuova idonea sistemazione. Anche perchè, diciamocelo, siamo esigenti! Vogliamo una spiaggia e uno specchio d’acqua protetto per le derive, ma anche un perimetro interessante per i cabinati con ormeggi sicuri; una sistemazione logistica “riservata” dove fare “casa nostra”, magari in un contesto ambientale di valore, però non troppo isolata e facile da raggiungere. Il tutto, ovviamente, a costi abbordabili per non essere costretti ad alzare i prezzi dei corsi. Insomma: volevamo la luna e abbiamo passato l’autunno e l’inverno a cercarla! Se a questo aggiungete la decisione di Stefano, il nostro capobase e amministratore delegato, di lasciarci per ricercare nuove esperienze professionali, capite bene come l’orizzonte fosse fosco e promettesse burrasca per il CNL.

Ma anche questa volta San Clemente, il nostro santo protettore fin dai tempi della prima base a Venezia negli anni ’80, ha guardato in giù e ci ha dato una mano. Siamo infatti riusciti a trovare una base che risponde a tutte le caratteristiche che cercavamo, con anche qualcosa in più: l’essere inserita in un’area marina protetta e in un contesto ambientale di grandissimo pregio.

L’unico cruccio è di non avere avuto la possibilità di fare una sperimentazione, sia logistica, ma soprattutto nautica, per verificare le specificità del sito e del perimetro. Ma tant’è: siamo marinai! La sperimentazione la faremo quest’estate, istruttori e allievi insieme, e scopriremo le peculiarità e le potenzialità del nuovo sito, affinando didattica, organizzazione a terra, modalità di gestione, prospettive con un lavoro collettivo che darà certamente ottimi risultati. Le premesse ci sono tutte perchè il sito ha veramente grandi potenzialità e sta solo a noi saperle cogliere e sviluppare. Su questo lo staff è “carico come una molla” e tutto il corpo istruttori è pronto e assai motivato.

Voglio presentarvelo, lo staff, in gran parte già noto, che sta già lavorando da mesi a preparare la base: Diego, il biondo capobase; Arthur, il francese materialsta ma anche istruttore cabinati; Federico, idraulico, elettricista, muratore che in stagione si trasformerà in responsabile della cucina (è bravo anche a far da mangiare!); Pippo il rasta tuttofare, maghetto del windsurf; e poi Sara, efficentissima supercambu; Giulia, dolce superanimatrice per i ragazzi; Simone capoistruttore junior. E naturalmente in segreteria a Torino, Marina “voce di velluto”. Insieme agli istruttori volontari che già fremono per scendere a Porto Istana, formeranno una squadra per una stagione nautica indimenticabile.

Ma della stagione che si sta aprendo, delle caratteristiche della nuova base e del perimetro di navigazione, parleremo diffusamente nei prossimi interventi su questo blog.

Voglio invitarvi a leggerlo, questo blog, commentarlo e collaborare con note, articoli, resoconti, domande affinchè sia uno strumento di informazione e di confronto per e tra tutti gli amici levantini. La redazione neo costituita, formata dal sottoscritto, da Roberto Carbognin (vecchia quercia, già direttore di Veladamatti negli anni ’80 e ’90) e Marina garantiranno una informazione aggiornata almeno settimanale.

Ma la vera redazione del Blog siete voi, Levantini: da voi ci aspettiamo da subito commenti e domande, e poi resoconti di corsi e crociere, discussioni di didattica e di organizzazione, critiche (e magari qualche complimento). Senza il vostro contributo il blog si riduce a un notiziario unidirezionale, alla fine forse un po’ noioso: facciamo che diventi un vero forum propositivo di aggiornamento e di discussione. Anche questo vuol dire essere associazione.

Buon blog a tutti e benvenuti a Porto Istana.

Tiziano Carbognin
(Presidente Centro Nautico di Levante)


Carbonera torna al campionato autunnale di La Spezia

18/11/2008

Dopo una lunga pausa, finalmente lo scorso we si e’tornati a regatare nel campionato autunnale Intercircoli Spezia.
La barca era la mitica Carbonera, Elan 31 del CNL, e l’agguerrito team era composto da:
Michelina (storico prodiere), Giambo (tailer-pitman-ecc.ecc.), Adriano (alla sua terza uscita in barca a vela, ma ormai un professionista) e Michele (capobarca solitamente disoccupato, ma per questo giro con il timone in mano).
Iniziamo a navigare sabato per la classica uscita d’allenamento, siamo soltanto in tre perche’ Michelina ha preferito partecipare ad un matrimonio (neanche fosse il suo…), la giornata e’ un vero spettacolo: sole splendente e ventone sui 20Kn, con raffiche oltre i 25…nonostante fossimo solamente in tre, diamo comunque spi e rientriamo carichissimi in porto, con un sorriso a 36 denti stampato in faccia.
La domenica sveglia di buon’ora, si salpa alle 8 in punto: dobbiamo essere a Marina di Carrara per le 9:30, orario previsto di partenza.
Purtroppo il vento e’ drasticamente calato rispetto al giorno prima, siamo sugli 8/10 Kn, il comitato attende che la brezza si stabilizzi e, alle 11, finalmente issa il segnale preparatorio.
Partono prima gli IRC, poi i J24 e infine noi (TAV).
Ottima partenza, tagliamo la linea allo zero, ben discosti da barche piu’ grandi che potrebbero coprirci. La regata e’ divertente, i momenti piu’ interessanti alla boa di bolina: nel primo lato arriviamo impiccatissimi, ma riusciamo comunque a passare la boa praticamente prua al vento sfruttando l’inerzia della barca e, grazie alla precedenza acquisita, superare il nostro diretto competitor RossodiSera. Nel secondo lato decidiamo all’ultimo secondo per un Jibe set che mette un po’ crisi il fido prodiere, ma in meno di un minuto riusciamo ad issare lo spi, appena in tempo per coprire il solito Rossodosera che stava arrivando.
Momento thrilling all’arrivo: ammainiamo spi, superiamo la boa di poppa e puntiamo dritti mura a sx verso il traguardo (praticamente uno stacchetto di bolina larga), non fosse che Rossodisera (si, sempre lui) non riuscendo a tagliare il traguardo mura a sx a causa di un ritardo nell’ammainare lo spi, opta per una virata a pochi metri dal traguardo e viene verso di noi con mure a dritta: arriviamo a pochi cm dalla collisione quando noi orziamo e loro si decidono a virare, tagliando per primi il traguardo (ca**0).
Risultato: 5 posto TAV overall, 3 posto TAV minori di 10 metri (a 53 secondi dal primo) e tanto divertimento.

Michele Longhi


West Liguria 2008

17/11/2008

Sanremo, West Liguria 2008, campionato invernale della Liguria…
… è iniziato!
il 16 novembre in una giornata di sole caldo e vento frizzante, 70 barche si sono sfidate tra le boe a suon di virate e ammainate di spi.

Il campionato dura fino ai primi di febbraio, è disputato da veterani e da qualche pivellino, tutti accomunati dalla gran voglia di dare il massimo! Accaniti fino all’ultimo secondo, fiutano il vento, sanno a menadito come gira la termica da queste parti.. è casa loro!!
Le classi sono miste e non sai mai qual’è il risultato fino a quando i giudici non fanno i conti con i tempi compensati.. un’attesa breve ma estenuante!

Noi, equipaggio GIàCHESEILING TEAM, dell’ X 40 chiamato Sguaraunda, ci siamo allenati, siamo un team agguerrito, con le giacchette tutte uguali (il chè ci rende ancora più cattivi!), abbiamo a bordo il grande Fabio Ascoli (olimpionico) tattico e allenatore, siamo in 9, ciascuno con il suo ruolo preciso: prodiere, albero, tastiere, grinder, tailer, timoniere, tattico e in più abbiamo l’uomo ammaina spi.. compito che spetterebbe a me in quanto secondo, ma che cedo volentieri.
E’ un ruolo impegnativo e di grande responsabilità: ritirare sotto coperta in fretta e furia lo spi, e poi saperlo ripiegare, ..sotto coperta, con la barca che sbanda, con quelli sopra che sono sempre “..Pronti a virare!!..” .. io sotto coperta non ci so stare, se scendo non torno più su. Lo ammetto: sui cabinati soffro il mal di mare! Ma amo la vela e la competizione e quindi imperterrita e accanita continuo a tornare per mare. Fiduciosa che un giorno o l’altro mi passerà.

E’ stata una bella regata, abbiamo fatto una buona partenza, affinato la tecnica, rivisto gli errori, ci siamo fatti le ossa e anche i lividi, come è giusto che sia. Pizzicati le dita tra drizze e scotte, preso il sole, neanche il tempo per mangiucchiare un crackers e .. nella nostra categoria .. siamo arrivati noni su 10!!
Pazienza, lo prendiamo come allenamento. Sappiamo quale regata scartare. La prossima faremo molto meglio!

Buon vento a tutti e .. l’importante è divertirsi!

Giulia

west-liguria


sono pazzi

08/11/2008

Blusail 24 che entrano in planata nel porto di Pesaro dopo una regata.

Beh a quanto pare non tutti ce l’hanno fatta!


Barcolana 2008

15/10/2008

Barcolana, 12 ottobre 2008

Arrivo a trieste alla spicciolata, chi in macchina, chi in treno, chi giovedì, chi venerdì.
Alla fine siamo in 8: 4 donne e 4 uomini agguerriti, pronti a sfidare venti avversi e i numerosi equipaggi.
Chi è arrivato giovedì ha già fatto un allenamento, il morale è alto, l’eccitazione anche.

Trieste è piena di barche e di gente.
Il porto pullula di persone di tutti i tipi: si riconoscono facilmente i velisti, vestiti di tutto punto con la divisa del proprio team, molto seri, professionali e … molto gogliardici!
Le barche sono una più bella dell’altra, tutte schierate in banchina: da Shosholoza a Alfa Romeo, i maxi non mancano.
Noi, insieme a altre 50 o 60 barche di più modeste dimensioni, siamo impacchettati al molo Audace su file da 18 o 20! Uno sull’altro, falchetta a falchetta, vicini vicini, prue e poppe che si sfiorano a ogni onda: mai visto tante barche ormeggiate a pacchetto!

Il porto è tutto in festa! Musica a tutte le ore, bancarelle che vendono di tutto, il molo sempre pieno di gente e la sera anche di più!

Peccato che … il vento non ci sia!
Sabato mattina ci si sveglia con l’intenzione di tirare due bordi nel golfo, ma la bonaccia è regina.
Decidiamo di scollarci dalla banchina e tentare il largo, non prima di una buona colazione e di aver ammirato la sfilata delle vele d’epoca che precede la loro regata.
Tra le bellezze d’epoca c’è anche SORELLA, un piccolo (8,38 m) e prestigioso cutter aurico, progettata nel 1858 dall’inglese Dan Hatcher , la più longeva di tutte. Noi tifiamo per lei!
Usciamo a vedere la partenza della regata, nonostante il poco vento è davvero uno spettacolo. La regata parte, ma viene presto annullata.

Rientriamo presto in porto per riprendere il nostro posto in seconda riga e decima fila! Il pomeriggio è tranquillo: due passi tra le bancarelle, qualche acquisto d’occasione, un gelato in centro: Triete è proprio bella ed è proprio asburgica! Palazzi di 3 massimo 4 piani, bianchi, con balconate e merletti, puliti e pieni di rigore, brillano sotto il sole. In cielo non una nuvola.

La sera si scatena la festa! e mentre in porto si disputa la regata notturna della classe UFO, la città è diventata tutta pedonale, il popolo degli amanti della vela e della movida si riversa per le strade, i ristoranti non hanno posto, le code alle bancarelle sono interminabili. Optiamo per un tendone in cui preparano fritto e grigliata di pesce, ci dividiamo i compiti: “tu e tu in fila, io e lui facciamo lo scontrino, lei e l’altro cercano un tavolo libero…” dopo solo 45 minuti siamo seduti tutti e 10 allo stesso tavolo con davanti birra, fritti, grigliate e cozze da togliersi la voglia per un pò! alla modica cifra di 13 euro a testa… non male!
Il prossimo step è in piazza dove c’è il concerto gratuito di Elio e le Storie Tese! Dopo due ore di canti e balli, andiamo a letto soddisfatti, ma la festa continua fino a tardi.

Domenica: giorno di Barcolana. 1900 barche iscritte.
Sveglia presto, la regata parte alle 10.00, ma il vento è ancora assente.
La partenza è una cosa impressionante, si vedono barche ovunque, sparisce l’orizzonte. I maxi escono per primi, armano le enormi rande. Si tolgono le ancore dalle prue per diminuire il rischio di danni, i parabordi restano lungo le murate. Mancano pochi minuti alla partenza, siamo tutti vicini, ogni tanto qualcuno si tocca, le vele sono sgonfie e manovrare è quasi impossibile. C’è chi vira a suon di spostamento di pesi, facendo correre l’equipaggio da una mura all’altra, c’è chi aspetta, c’è chi perde la drizza di randa e deve correre in testa d’albero in 8 secondi per rimediare.
Colpo di cannone, partiti!!…per modo di dire!

Certo che una Barcolana senza vento è davvero inimmaginabile!!
Arranchiamo a 1 nodo, poco a poco chi ha il gennaker o lo spi ci distanzia, dopo qualche ora ci sono le prime rinunce dichiarate via vhf alla barca comitato, poi inizia la pazzia pura. Complice il caldo e il poco vento (siamo a prendere il sole in maniche corte!) al vhf iniziano i cori, gli insulti, le prese per il culo! Qualcuno ha il coraggio di dire “barca comitato, barca comitato, il numero 1 si ritira!!” peccato che il numero 1 sia Alfa Romeo, che abbia già finito la sua regata e che abbia anche vinto!!
Dopo 5 ore di agonia arriviamo alla prima boa, un miracolo! Accendiamo motore, rolliamo il fiocco e stappiamo una bottiglia di champagne!
Si torna a casa.

In Barcolana ci torneremo il prossimo anno e prenotiamo la Bora!

Buon vento.

Giulia Bruno


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